Conclusione san Nunzio Sulprizio Mugnano
11 Luglio 2026
"Oggi torniamo a casa diversi, un po’ più cresciuti rispetto all’inizio, cambiati… pronti a camminare custodendo un’esperienza indimenticabile…".
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Qualcosa si è concluso, una chiesa che si svuota pian piano lasciandosi alle spalle dei ricordi indimenticabili.
Ce ne siamo andati con i capelli spettinati, la voce rauca, le maglie piene zeppe di dediche, gli zaini trasandati alla mano e gli occhi arrossati dalle lacrime.
Il cuore che ancora batte all’impazzata, ora si calma assieme al calarsi della musica.
“Il volontariato è una perdita di tempo, si sprecano solo energie senza ottenere nulla in cambio”, dicevano.
Per un momento abbiamo creduto loro, forse perché schiacciati dalla stanchezza, dallo stress causato dalle molte responsabilità.
C’è un solo rischio in cui si tende sempre a cadere: trasformare il Grest in un mero obbligo, togliendoci la pace con le nostre stesse mani.
Ci troviamo spesso in situazioni difficili all'improvviso, forse proviamo a scapparne, a denigrarle.
Il lavoro di un animatore è spesso sottovalutato, ci vuole passione, spirito di squadra, ma soprattutto fede.
Badare a numerosi bambini non è affatto facile come credono.
Eppure non è la fatica che rende il Grest indimenticabile.
La prima volta che ci si entra ti accompagna sempre un po’ d’ansia,
rimani immobile pochi secondi prima che aprano quei cancelli, finisci per costruirti una gabbia.
Hai paura di sbagliare, di fare quel passo falso che possa rovinare l’esperienza non solo a te, ma a tutti.
Hai paura di essere giudicato, di non fare mai abbastanza o di fare fin troppo.
Hai paura che sia soltanto tempo mandato all’aria.
Qualcosa però spezza sempre quella gabbia: le risate di quei bambini.
Il momento in cui l’emozione ti sale in gola.
Ed è in quel preciso istante che ricordi il perché hai scelto di essere lì.
I bambini sono quei raggi di sole che rincorrono la tua anima e riaccendono una luce che credevamo essere fioca.
Ti tengono stretto a loro, non lasciando mai andare via quella luce accecante.
E ritorni da quel momento ad ora.
Oggi torniamo a casa diversi, un po’ più cresciuti rispetto all’inizio, cambiati chi in meglio e chi in peggio.
Prendendoci per mano, pronti a camminare custodendo un’esperienza indimenticabile e proseguendo verso un’altra da percorrere.
Francesca Iodice









