
Papa Leone a Napoli
8 Maggio 2026
Gli oratori di Napoli accolgono Leone, pellegrino di pace.
Il Papa accoglie l'affetto di Napoli tra le sue strade. A Piazza Plebiscito l'incontro con la parte viva di una città e di una Chiesa che riparte dal Sinodo.
A fare da sfondo e da colonna sonora dell’accoglienza al Papa c'è «Smak», la sigla del GrEstate 2026 che animerà il percorso estivo dei nostri oratori; composta e ballata dai ragazzi del Servizio Oratori della Diocesi.
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Alcuni punti del messaggio alla città di Papa Leone.
“Fratelli e sorelle, grazie per la vostra bella accoglienza!
Questo abbraccio, di questa piazza, è un po’ come il Colonnato di San Pietro a Roma: voi sapete accogliere con questo calore! Grazie davvero!
La pace parte dal cuore dell’uomo, attraversa le relazioni, si radica nei quartieri e nelle periferie, e si allarga fino ad abbracciare la città intera e il mondo. Per questo sentiamo urgente lavorare anzitutto dentro la città stessa. Qui la pace si costruisce promuovendo una cultura alternativa alla violenza, attraverso gesti quotidiani, percorsi educativi e scelte pratiche di giustizia.
Sappiamo, infatti, che non esiste pace senza giustizia, e che la giustizia, per essere autentica, non può mai essere disgiunta dalla carità.
[...] Napoli ha bisogno di questo sussulto, di questa dirompente energia del bene, del coraggio evangelico che ci rende capaci di rinnovare ogni cosa. Che sia un impegno di tutti: assumetelo e portatelo avanti tutti insieme! Fatelo specialmente con i giovani, che non sono soltanto destinatari ma protagonisti del cambiamento. Si tratta non solo di coinvolgerli, ma di riconoscere loro spazio, fiducia e responsabilità, perché possano contribuire in modo creativo alla costruzione del bene. In una realtà spesso segnata da sfiducia e mancanza di opportunità, i giovani rappresentano una risorsa viva e sorprendente. [...] Lo dimostrano i giovani che, negli oratori, si dedicano con passione all’educazione dei più piccoli, diventando punti di riferimento credibili e testimoni di relazioni sane. Lo dimostrano, ancora, i numerosi volontari che si spendono nei servizi di carità, nelle iniziative sociali e nei percorsi di accompagnamento delle fragilità.












