Condivisone Oratorio Sacra Famiglia - 2
20 Giugno 2026
“L'empatia non è più una parola, è un gesto concreto. Il rispetto non è una regola, è diventato qualcosa che viene da dentro".
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E anche la seconda settimana è volata via, lasciandoci addosso quella stanchezza dolce e preziosa che solo chi vive l'oratorio sa riconoscere. Una stanchezza che sa di risate, di corse nei campi, di abbracci inaspettati e di sguardi che ti dicono tutto senza una parola.
I nostri ragazzi trasformano l'oratorio in un vulcano di energia pura. le squadre si sfidano, si aiutano, si cercano. La competizione c'è, ma quello che si vede di più è la complicità che cresce ogni giorno di più tra le squadre che stanno diventando vere famiglie.
Questa settimana i laboratori hanno continuato a stupire, i giochi di animazione hanno raggiunto un livello di follia creativa che solo noi sappiamo toccare: risate spontane rumorose e a crepapelle...e i campi da gioco hanno visto scontri, vittorie, sconfitte, gioie che rimarranno nei ricordi dei nostri ragazzi per tanto tempo.
Ma la vera magia della nostra estate ragazzi sono una battuta tra un'attività e l'altra, una mano tesa a chi è rimasto indietro, i sorrisi dei nostri ragazzi che ogni mattina ci illuminano la giornata, nonostante la stanchezza dei giorni passati...
in questa seconda settimana abbiamo aggiunto anche una novità: la gita a portici!
i ragazzi erano pronti a tuffarso tra le onde tra un torneo di pallone e uno di pallavolo.
noi animatori siamo stanchi ma felici! È questo il paradosso bellissimo di chi sceglie di donarsi davvero in questa realtà.
Le gambe pesano, la voce è andata, ma gli occhi brillano ancora perché ogni giornata regala qualcosa che nessuna parola riesce a descrivere completamente.
La complicità tra di noi continua a crescere andiamo avanti insieme come una squadra che sa già che quello che sta vivendo è qualcosa di raro.
I ragazzi continuano a crescere sotto i nostri occhi. La settimana scorsa hanno imparato a stare insieme e in questa settimana lo hanno dimostrato.
L'empatia non è più una parola, è un gesto concreto.
Il rispetto non è una regola, è diventato qualcosa che viene da dentro.










